INTRODUZIONE
Con il termine Psicologia del lavoro si intende lo studio
dei comportamenti e degli atteggiamenti degli individui
e dei gruppi in relazione allo svolgimento della loro attività
professionale. L'applicazione della psicologia agli ambiti
lavorativi mira a migliorare il rapporto tra l'individuo
(o il gruppo), l'azienda e l'ambiente di lavoro.
La psicologia industriale costituisce il settore più
importante della psicologia del lavoro e si occupa prevalentemente
di progettazione, esecuzione e valutazione di procedure
di selezione professionale, così come della messa
a punto di prove psicologiche (test e interviste) per la
scelta dei candidati. Gli psicologi del lavoro svolgono
attività di consulenza all'interno delle aziende
relativamente allo sviluppo delle carriere, alla formazione
del personale, al miglioramento delle condizioni di produttività
e alla ricollocazione nel mondo del lavoro delle persone
in mobilità.
CENNI STORICI
La psicologia industriale fece la sua comparsa nel 1913
con la pubblicazione dell'opera di Hugo Münsterberg
La psicologia e l'efficienza industriale, ma già
nel 1910 il francese Jean-Michel Lahy aveva fatto ricorso
ai test per la selezione degli operai di un'azienda. Conobbe
un rapido sviluppo dopo la prima guerra mondiale, anche
in seguito alla crescita del sistema capitalistico negli
Stati Uniti e alla diffusione dei principi del taylorismo
all'interno delle aziende. Nel 1920 Elton George Mayo svolse
le prime ricerche sull'anomia originata dall'organizzazione
del lavoro e dalle tecnologie produttive. In Italia ricerche
di psicologia del lavoro vennero effettuate da Agostino
Gemelli.
Dal 1927 al 1939 Mayo e altri psicologi e sociologi della
Harvard University condussero una ricerca, poi divenuta
classica, negli stabilimenti Hawthorne. Questa ricerca aveva
come obiettivo principale quello di migliorare la produttività,
ma mise in evidenza l'importanza dello sviluppo di buone
relazioni interpersonali tra i lavoratori come requisito
essenziale per il rendimento produttivo. Nei successivi
sviluppi del settore hanno giocato un ruolo molto importante
gli apporti di Kurt Lewin e gli studi sulle dinamiche di
gruppo.
SISTEMI SOCIALI E TECNICI
La psicologia del lavoro si propone di ottenere la migliore
corrispondenza possibile tra i sistemi sociali e quelli
tecnici. Il lavoro del Tavistock Institute of Human Relations
è stato cruciale per lo sviluppo di questa area,
attraverso le ricerche sui cambiamenti dei metodi produttivi
nelle miniere di carbone. Il metodo tradizionale si basava
sull'impiego di piccole squadre di minatori che lavoravano
a stretto contatto, separati dalle altre squadre e spesso
in competizione con loro; lo sviluppo tecnologico nelle
tecniche di estrazione del carbone portò poi alla
formazione di gruppi più numerosi, altamente specializzati,
che lavoravano a grande distanza nell'ambito della miniera,
con conseguenti difficoltà nella gestione della comunicazione,
un elevato tasso di conflitto e un abbassamento del livello
di produttività.Il Tavistock Institute studiò
allora un metodo alternativo di organizzazione della produzione,
basato sulla valorizzazione delle professionalità
richieste dalla nuova tecnologia, che migliorò il
livello di soddisfazione dei minatori e il tasso di produttività.
Il Tavistock Institute ha sviluppato, inoltre, metodologie
di integrazione tra l'individuo e il computer, in modo che
le competenze dell'uno e dell'altro possano risultare intercambiabili.
Quest'area risente delle influenze degli studi della psicologia
sociale.
FORMAZIONE E SVILUPPO
I cambiamenti tecnici e sociali si verificano oggi così
rapidamente da richiedere un repentino adeguamento dei sistemi
organizzativi del lavoro, pena il loro stesso fallimento.
Gli psicologi industriali hanno il compito di studiare e
progettare strutture di formazione e addestramento alle
nuove tecnologie, sensibilizzando le aziende e gli organismi
sociali deputati a questo compito. Per attuare tali progetti,
è necessario contemperare le necessità produttive
delle aziende con le richieste dei lavoratori, le esigenze
sociali (ad esempio, l'inserimento lavorativo dei portatori
di handicap o la riqualificazione professionale per i soggetti
rimasti senza lavoro) e la quantità di fondi a disposizione.
Perché il progetto formativo sia effettivamente adeguato
a una certa persona, dotata di determinate capacità
e in una specifica situazione professionale, culturale ed
esistenziale, assumono dunque molta importanza le conoscenze
fornite dalla psicologia dell'età evolutiva e dalla
psicologia dell'educazione.
PROCEDURE DI SELEZIONE
Le attuali procedure di selezione del personale, pur non
essendo sempre in grado di garantire con assoluta certezza
che una persona sia adatta a un certo impiego, sono molto
più attendibili che in passato. La maggior parte
di esse si basa sull'analisi delle capacità richieste
per un determinato lavoro e, con un qualche margine di cautela,
delle caratteristiche di personalità necessarie per
garantire il successo in un certo ruolo. Quando è
opportuno, queste procedure includono una valutazione dell'intelligenza
e delle abilità specificamente richieste per l'impiego,
ottenuta attraverso prove psicologiche. Gli strumenti a
disposizione, oltre a test e questionari, sono molteplici
e derivano in gran parte dalla psicologia sperimentale e
dalla psicologia sociale.