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CENNI STORICI: PROFILO E SVILUPPI, LA PSICANALISI
CONTEMPORANEA
Fu soprattutto dopo la II guerra mondiale che la nuova scienza si andò
affermando specie nei Paesi anglosassoni. Un gran numero di gruppi di
studio o di società organizzate di p. sono stati fondati in molti
Paesi d'Europa (in Italia, la Società Psicanalitica Italiana),
in America e in Asia. Queste società sono per la maggior parte
controllate da un comitato centrale che fa parte della Società
Internazionale di P. fondata da Freud e dai suoi primi collaboratori.
Fra i suoi presidenti si annoverano: Jung, Abraham, Jones, Eitingon,
Hartmann, Gillespie, Marie Bonaparte. Il quadro della p. contemporanea
è molto vasto e comprende diverse scuole. Nell'ambito statunitense
si possono citare: F. Alexander (1891-1964; scuola di Chicago, strutturazione
di una psicologia dell'Io e "p. abbreviata"), H. S. Sullivan
(1892-1945; preminenza dei processi di comunicazione), E. Fromm (1900-1980;
studio delle relazioni interpersonali e conflitto sociale della libertà),
Karen Horney (1885-1952; importanza data ai conflitti fra l'individuo
e il suo ambiente), C. Rogers (n. 1902; psicoterapia analitica "centrata
sul paziente"), ecc. In Europa hanno particolare rilievo: in Gran
Bretagna M. Klein (1882-1960), W. Bion (1897-1980) e Anna Freud (1895-1982),
che hanno studiato soprattutto i problemi della p. infantile; in Francia
D. Lagache (n. 1903), che dà della p. freudiana un'interpretazione
personalistica, e J. Lacan (1901-1981), che fondò a Parigi l'École
freudienne (chiusa dal suo stesso fondatore, per dissensi interni, nel
1980) la cui impostazione inseriva la p. nella cultura contemporanea
in analogia con lo strutturalismo e in posizione polemica con gli psicanalisti
tradizionalisti: Lacan critica la presenza di strutture rigide nella
teoria stessa (preminenza della situazione edipica) e ipotizza un'attività
inconscia dinamica e multiforme. Sia nell'ambito statunitense sia in
quello europeo, si è assistito, specie negli ultimi decenni,
alla diffusione dello studio psicanalitico delle psicosi, che, iniziato
a suo tempo da Jung, è stato proseguito in particolare da K.
Abraham, P. Federn, M. Klein, F. Fromm-Reichmann, ma soprattutto da
L. Binswanger, il quale, nell'ottica di una nuova "antropo-analisi"
o analisi esistenziale, teorizza un approccio fenomenologico alla realtà
vissuta del soggetto psicotico, nella sua globalità e al di fuori
di schematismi precostituiti. In Italia la diffusione della p. è
stata molto contrastata. La Società psicanalitica italiana fu
fondata nel 1925 dal neurologo E. Weiss, allievo italiano di Freud,
e dallo psichiatra M. Levi Bianchini. Dopo l'interruzione dell'attività
dovuta all'ostracismo fascista, la Società ritornò in
funzione nel 1946 sotto la guida di C. Musatti a Milano e di E. Servadio
e N. Perrotti a Roma. Oltre a tale Società di stretta osservanza
freudiana, esistono in Italia: l'Associazione italiana di psicologia
analitica, fondata nel 1961 dal tedesco E. Bernhardt, la quale, insieme
al Centro italiano di psicologia analitica, staccatosi dall'Associazione
nel 1966, raccoglie il gruppo degli psicanalisti junghiani e ha sede
a Roma. Vi sono inoltre numerosi altri gruppi di differenti tendenze
che spaziano dai seguaci di Lacan a quelli di Reich e agli analisti
di gruppo.
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