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Area clinica - Musicoterapia
INTRODUZIONE
La musicoterapica costituisce un sotto insieme
ricompresso nella espressione più ampia del termine
arteterapia ovvero insieme di trattamenti psicoterapeutici
attuati attraverso le arti visive, la danza e il movimento
corporeo, la musica. Si usa spesso anche la dizione di "terapie
creative". Lo scopo è quello di facilitare, attraverso
l'attività artistica, l'espressione di conflittualità,
ansie, disagi, che possono poi essere elaborati dal terapeuta,
come in ogni altra psicoterapia. Le tecniche impiegate sono
estremamente diverse.
L'uso della pittura, della modellazione con la creta, del
collage ha trovato ambiti di applicazione non solo in vari
tipi di istituzioni psichiatriche, ma anche in istituti di
riabilitazione, in centri residenziali per portatori di handicap
fisici o psichici, in scuole speciali, in prigioni ecc. I
soggetti ai quali si indirizza il trattamento possono essere
adulti, bambini, adolescenti, anziani, anche gravemente disturbati.
Le sedute possono essere sia individuali sia di gruppo: in
quest'ultimo caso è possibile intervenire anche sul
livello di socializzazione del paziente e sulle sue capacità
di comunicazione interpersonale.
L'uso terapeutico della danza e del movimento (danzaterapia)
può favorire soprattutto l'integrazione fisico-psichica
dell'individuo, che prende progressivamente consapevolezza
del proprio corpo e della possibilità di impiegare
i gesti e i movimenti per esprimere emozioni, scaricare la
tensione, comunicare con il mondo esterno. Questa tecnica
si è rivelata utile per stabilire un contatto positivo
con pazienti psicotici e bambini autistici. Più recentemente,
è stata usata nella cura dei disturbi psicosomatici.
L'uso della musica, nonché dei suoni e dei rumori,
a fini terapeutici (musicoterapia) prevede due tecniche distinte:
l'ascolto di brani musicali di diversa tonalità, ritmo
e melodia, a proposito dei quali, successivamente, si esplorano
i vissuti o i ricordi evocati; l'uso attivo, da parte dei
pazienti, di strumenti musicali e della voce, sia in sedute
di improvvisazione sia in sedute più organizzate, centrate
sull'incremento della consapevolezza di sé e delle
proprie capacità di comunicazione. Oltre che con pazienti
psichiatrici, questa tecnica è impiegata con pazienti
sofferenti di menomazioni sensoriali (ad esempio i non vedenti,
nei quali migliora l'orientamento nello spazio e il controllo
muscolare, e i non udenti, che percepiscono la musica in forma
di vibrazioni ritmiche applicate al corpo) e nei pazienti
che devono recupare il senso di un ritmo ordinato e regolare
(ad esempio handicappati motori).
La spontaneità e la libertà creativa favorite
dall'arteterapia non devono però essere confuse con
la semplice espressione disordinata e casuale di sentimenti
ed emozioni. Per questa ragione, gli specialisti di questo
settore sottolineano l'importanza di un'adeguata formazione
degli arteterapeuti e dell'impiego dell'arteterapia, soprattutto
nel caso di pazienti gravi, all'interno di più ampi
programmi di trattamento, che prevedano, eventualmente, anche
la somministrazione di farmaci, la psicoterapia ecc.
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