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e G. Jung
CENNI STORICI: PROFILO E SVILUPPI, I "DISSIDENTI"
A. ADLER E G. JUNG
Fra i ricercatori che collaborarono con Freud (K. Abraham, S. Ferenczi,
O. Rank, P. Federn, W. Stekel, E. Jones, E. Hitschmann, H. Sachs) sono
da ricordare in particolare i "dissidenti" A. Adler e C. G.
Jung, il cui distacco da Freud si verificò rispettivamente nel
1911 e nel 1914. Adler è il fondatore della "psicologia
individuale" che, in opposizione alla p. "sessuale" di
Freud, considera come elementi centrali dello sviluppo psichico l'istinto
di potenza e il complesso d'inferiorità. Adler segue tuttavia
le orme di Freud nell'interpretazione dell'inconscio come zona costituita
dall'esperienza individuale (ontogenetica), a differenza del metodo
filogenetico di Jung che collega l'inconscio all'esperienza collettiva
della specie. Secondo Jung, infatti, oltre all'inconscio individuale,
esiste un inconscio collettivo ancestrale della cui presenza una chiara
manifestazione è il complesso di Edipo, inteso come il residuo
di un fenomeno comune all'intera umanità quando, alle origini
di essa, gli accoppiamenti sessuali erano incestuosi. Altre caratteristiche
della concezione junghiana sono la valutazione positiva delle istanze
religiose e irrazionali della psiche e la distinzione degli individui
in introversi ed estroversi. La diffusione della p. si realizzò
fra polemiche e contrasti soprattutto perché alcuni suoi presupposti
(p. es. l'importanza attribuita al fattore sessuale) attiravano su di
essa critiche violente. Influirono sfavorevolmente anche atteggiamenti
nazionalistici (scienza teutonica non adatta ai Paesi latini) o razzistici
(l'origine ebraica di Freud e di molti altri psicanalisti fece definire
la p. nella Germania nazista con il termine spregiativo di Judenwissenschaft,
scienza ebrea).
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